o di culto neolitico, si trova nella Valle del Fiume Orta, in prossimità dell'abitato di Bolognano. Dal centro del paese un breve sentiero (circa 20 minuti) conduce fino all'ingresso della cavità, nota fin dal 1800 per i rinvenimenti di ceramiche preistoriche.
Con l’affermarsi dell’agricoltura si fa più netta la distinzione tra gli ambienti abitati dall’uomo. Gli insediamento all’aperto, che nel Paleolitico dimostrano il nomadismo dei cacciatori-raccoglitori, nel Neolitico, con l’uso delle capanne e la costruzione dei villaggi, diventano sedi stabili.
Per contro le grotte che durante il paleolitico costituivano ripari più o meno continuativi, a partire dal Neolitico divengono luogo di culto o di sepoltura. Il mondo ergologico degli agricoltori si modifica arricchendosi di nuovi utensili e di nuove tecniche. La pietra viene levigata per dare forma e taglio alle asce; si fabbricano falcetti con lamette di selce, macine, pestelli, ecc. L’uso dell’ossidiana (vetro vulcanico) e di conchiglie ornamentali dimostra l’instaurarsi di scambi commerciali.