25 Settembre 2020

Roccacaramanico

Centri storici ed Abbazie
Situato a 878 metri sul livello del mare, il toponimo Roccacaramanico è composto da due parti: la prima ROCCA, dal latino "sasso, rupe", che ha assunto nei secoli significati vari quale quello di "fortezza sull´alto di un monte". La seconda parte, aggiunta posteriormente, si riferisce al vicino centro di Caramanico con il quale la Rocca ha sempre avuto rapporti, ben databili dal 1100 in poi. Nei documenti del XIV e XV secolo ricorre la dizione "Castrum Rocchettae" ma anche, più tardi, Castello della Rocchetta, Rocca di Caramanico per indicare il luogo.
La leggenda locale vuole che un barone - pastore, attratto dalla singolare bellezza del luogo, decidesse di stabilirvisi.

Tornando alla storia, è ipotesi corrente che Roccacaramanico sia sorta come punto strategico di osservazione e difesa dell´accesso alla valle.
La sua storia si intreccia con quella di Caramanico: risultano, infatti, entrambi nell´anno 875 data di fondazione del Monastero di Casauria, tra i possedimenti della badia.
Tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo si hanno alcune notizie riguardanti interessi dei signori Cantelmo di Pacentro.
Successivamente le signorie dei D´Aquino, D´Aragona, D´Angiò, Colonna e Carafa si succedettero sul territorio in periodi diversi della sua storia. Scarsissime sono le notizie sulla zona nel XVI secolo e nel primo periodo della dominazione spagnola. Nel 1806, abolita la feudalità, Caramanico e Roccacaramanico furono dichiarati Comuni liberi con amministrazioni indipendenti.
Nei primi anni del ´900 i valori di un mondo arcaico e le tradizioni popolari cominciavano ad offuscarsi: si moltiplicano le esigenze e all´iniziale benessere si sostituisce il fenomeno della povertà e del sottosviluppo che portarono, nel corso degli anni successivi, ad amarezze, dolori e lotte.
Nel 1929 il Governo dispose che i Comuni che non erano in condizioni di offrire servizi dovevano essere aggregati. Fu così che Roccacaramanico fu unito al Comune di S. Eufemia, con decreto del Re Vittorio Emanuele III.
Rimangono sul territorio, nel 1971 soltanto 20 abitanti, pari ad 8 famiglie e nel decennio 1971-1981 si riducono a 4 abitanti.
A poco a poco l´abbandono è totale. Ma ecco profilarsi il fenomeno di una nuova presenza periodica ma continua, in particolare durante il fine settimana e nella stagione estiva, con l´insediamento di nuovi abitanti attirati dalla remota bellezza del borgo che pian piano iniziano a recuperare e ristrutturare le antiche abitazioni restituendogli nuova vita.



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