29 Settembre 2020

Tre colorati anfibi del Parco Nazionale della Majella

Lungo i sentieri
scritto da Paola Di Martino il 01-04-2020 14:12
Quando si pensa agli animali che vivono nei parchi nazionali d'Abruzzo subito si pensa al Lupo, all'Orso marsicano, al Camoscio, al Cervo, insomma ai mammiferi.

I nostri ecosistemi ospitano però una grandissima biodiversità animale rappresentata soprattutto da animali piccoli, ma non per questo meno importanti.

Se ci addentriamo nel meraviglioso mondo degli anfibi ad esempio, scopriremo che tra questi ci sono tante specie rare e delicate e soprattutto COLORATE!

La maggior parte di questi animali con vita sia acquatica che terrestre presenta le tipiche sfumature del verde e del marrone per mimetizzarsi con l'ambiente e non farsi trovare dai predatori.
Ce ne sono però alcuni che sfoggiano livree molto colorate e vistose, e non sono solo quelli che vivono nelle aree tropicali. Oggi ti presentiamo tre colorati anfibi del Parco Nazionale della Majella!

La Salamandra appenninica (Salamandra salamandra gigliolii)
Corpo robusto che può arrivare fino a 20 centimetri di lunghezza, la Salamandra appenninica viene anche chiamata “pezzata” per via della pelle a chiazze nere e gialle. Questa colorazione la rende inconfondibile e ha uno scopo ben preciso: quello di difenderla dai predatori. Colorazioni accese come questa sono infatti dette “aposematiche” i “di avvertimento”, avvertono cioè l'eventuale predatore che l'animale è in grado di produrre una sostanza irritante che va a coprire la pelle. Sicuramente serpenti ed uccelli non sarebbero felici di banchettare con lei!
La Salamndra appenninica vive frequenta il sottobosco, in particolar modo nei boschi di faggio dove i copiosi torrenti e ruscelli primaverili ne permettono la riproduzione.
Curiosità: in inglese questa salamandra viene chiamata Fire salamander (salamandra del fuoco) poiché secondo alcune leggende popolari sarebbe in grado di resistere al fuoco.

La Salamandrina settentrionale o Salamandrina di Savi (Salamandrina perspicillata)
Più piccola ed esile rispetto a quella appenninica, anche Salamandrina di Savi frequenta le aree boscose con fitto sottobosco dove è presente acqua. L'acqua è un elemento essenziale per la riproduzione degli anfibi che in questo elemento depongono le uova. La Salamandrina sceglie di solito pozze, fontanili e abbeveratoi e soprattutto corsi con lenta corrente tra i 200 e i 1300 metri. Anche lei presenta una colorazione aposematica. Le parti inferiori delle zampe e della coda sono rosse. La sua strategia difensiva è davvero particolare e viene definita tanatosi, si finge cioè morta. Quando la Salamandrina si sente in pericolo si arrotola la coda sul dorso e rimane immobile, come se fosse morta, mostrando inoltre il colore rosso che disorienta i predatori.

L'Ululone appenninico (Bombina pachypus)
Il nome di Ululone è davvero singolare e non farebbe pensare certo ad un piccolo rospo di massimo 5 centimetri di lunghezza con dorso grigiastro. Gli individui maschi di questo anfibio però durante la stagione riproduttiva emettono un verso caratterizzato da due uh – uh ripetuti.
Ma stavamo parlando dei colori degli anfibi e anche l'Ululone ci tiene a farsi notare, non sempre però, solo quando si sente minacciato. Il suo ventre è infatti caratterizzato da un bel color giallo con macchie grigio-bluastre che l'animaletto mostra sollevando le zampe anteriori proprio quando di sente in pericolo. Per questo motivo viene anche chiamato Ululone dal ventre giallo. Ma c'è una cosa che lo rende davvero speciale, un particolare che solo chi riesce a guardarlo a poca distanza può notare: le pupille a forma di cuore!

Importante: guardare ma non toccare!
Se avrai la fortuna di incontrare questi o altri anfibi durante le tue escursioni nei boschi e durante le passeggiate in campagna, ricorda che puoi guardarli, puoi fotografarli, ma evita di toccarli o prelevarli dal loro ambiente. Molti anfibi sono specie minacciate e quindi protette, ma tutti gli anfibi hanno una pelle molto delicata, E' uno strato mucoso che li protegge dalle infezioni fungine e batteriche nonché dai predatori. Inoltre la pelle degli anfibi è importante per la loro respirazione. Toccarli vorrebbe dire danneggiare questo importante organo.





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