14 Luglio 2020

Campo di Giove: il borgo delle genti forti e gentili

Racconti e personaggi della Majella
scritto da Nunzio Mezzanotte il 25-02-2017 10:47
Nel Parco Nazionale della Majella si trova un borgo fortificato che ancora oggi resta baluardo difensivo di un mondo oramai lontano: Jovis Laris Pelleno, oggi Campo di Giove. Con i suoi 1064 metri d´altezza dimostra tutta la sua vitale posizione strategica all´interno del territorio Peligno, spaziando su un orizzonte a 360° che va dalla Majella al Morrone, dal Porrara al Sirente ed altri monti e valichi che la sentinella armata un tempo poteva scorgere e controllare, mentre ora il passante può ammirare con meraviglia.

Campo Di Giove è riconoscibile per la sua architettura minuta, fatta di piccole case a torre addossate le une alle altre e realizzate rigorosamente con la pietra della Majella. Le facciate, inizialmente bianchissime ed ora ingrigite e smussate dal tempo, contrastano e stagliano gli edifici contro un cielo ed una montagna caratterizzata da colori forti e decisi. Questo abitato è il frutto sacro della fatica e del sacrificio di uomini di montagna: pastori, contadini e boscaioli. Gente che ogni giorno lottava per il proprio vivere quotidiano in un ambiente ostico, isolato e spesso necessariamente autosufficiente.

Camminando tra i suoi vicoli pare di ascoltare ancora le voci dei protagonisti della storia del paese: capitani di ventura (Giacomo Caldora e Forte Braccio da Montone), briganti (Primiano Marcucci) e grandi lavoratori. Il silenzio e la riflessione, però, possono essere interrotti dagli incontri, saltuari ma intensi: sono gli abitanti di Campo di Giove, sempre premurosi nei confronti del viaggiatore. Come gli anziani del posto che vogliono e desiderano svelare i reconditi angoli della storia del paese, poiché è questo lo spirito che anima le genti dell´Abruzzo forte e gentile.

Ed allora ecco dinanzi a noi svelarsi i palazzi seicenteschi dei Ricciardi e dei Nanni; o le abitazioni medievali come casa Quaranta e la sua lunga grondaia sulla scalinata; ed ancora chiese semplici ma ricche di storia come Sant´Eustachio, costruita su di un tempio pagano, con un artistico coro ligneo intagliato; per poi inoltrarsi tra i supportici e le "ruelle" che collegano i vari punti dell´abitato. Questa è la Campo di Giove antica che lascia spazio a quella moderna legata alle piste da sci di Tavola Rotonda e guado di Coccia, che portano il turista a poter assimilare altre emozioni legate ai paesaggi mozzafiato che queste montagne offrono in un connubio tra dinamiche attività e profondi silenzi.

La montagna qui è protagonista con le sue immense faggete, le numerose valli e le sue vette apparentemente inaccessibili, che insieme all´antico borgo, continuerà a fungere da sentinella impassibile nella storia della natura e degli uomini.

Nei prossimi mesi visiteremo Campo di Giove e gli altri borghi della Majella. Iscriviti alla Newsletter Maja per rimanere sempre aggiornato sulle prossime iniziative di Majambiente.



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