30 Settembre 2020

Pescocostanzo, tra gli altipiani e il bosco sacro

Racconti e personaggi della Majella
scritto da Paola Di Martino il 02-04-2020 17:44
Tra i comuni situati a più alta quota in Italia (1.400 metri s l.m.), Pescocostanzo è un gioiello architettonico che conserva uno straordinario patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi. Non a caso è uno de “I borghi più belli d'Italia”. Si trova nell'area meridionale del Parco Nazionale della Majella, quella degli Altipiani Maggiori d'Abruzzo, localmente chiamati Quarti.

Una passeggiata nel borgo

Passeggiando per le vie di Pescocostanzo si viene subito colpiti dalle tipiche case con all'ingresso una scalinata dette “vignali” che in primavera e in estate vengono abbellite ancor di più di quello che non sono già con coloratissimi vasi fioriti. E' d'obbligo la sosta alla Basilica di Santa Maria del Colle (sec. XIV-XV), una delle chiese più interessanti d'Abruzzo per le magnifiche opere d'arte che conserva al suo interno come una tela di Tanzio da Varallo, ma anche l'organo, gli altari decorati con paliotti ed il meraviglioso soffitto a cassettoni in legno scolpito stuccato in oro. Dalla basilica, pochi metri e ci si ritrova nella piazza con la Fontana Maggiore sulla quale si affaccia il cinquecentesco Palazzo comunale. Addentrarsi poi tra strade e vicoli permette di incontrare altri luoghi di arte e storia fino a salire sul “Peschio” roccione da cui molto probabilmente il borgo prende il nome.


Il bosco sacro di giganti secolari

Se cercate il bosco delle fiabe eccolo qui. Nei pressi di Pescocostanzo si trova infatti il Bosco di Sant'Antonio: foresta con faggi monumentali dalle forme imponenti. I faggi hanno raggiunto qui una veneranda età e acquisito la tipica forma a candelabro. In epoca romana l'area era consacrata a Giove, mentre nel Medioevo a Sant'Antonio. In questo periodo storico nel sottobosco trovavano riparo gli animali degli allevamenti e così gli alberi non venivano tagliati ma semplicemente potati con la tecnica della "capitozzatura". Percorrere i facili itinerari che si snodano tra questi giganti delle nostre montagne è come entrare in un luogo incantato


Il merletto a tombolo

Guardare le mani delle donne che velocemente intrecciano i fili girando e incrociando i caratteristici fuselli in legno è come guardare le mani di un prestigiatore. Non si capisce come, ma avviene una magia e dal filo nascono meravigliosi ed elaborati merletti. Quella del tombolo è un'arte antica che qui a Pescocostanzo ha dato origine ad una lunghissima tradizione, tanto che qui ha sede un interessantissimo museo ospitato nello storico Palazzo Fanzago. Qui è anche possibile imparare la tecnica del merletto a fuselli poiché esiste una Scuola di Merletto a Tombolo frequentata da donne adulte ma anche da tantissime giovani e bambine. Insomma una tradizione antica ancora viva.


Patria dello sci di fondo

Sebbene sia a pochi chilometri da Roccaraso, importante comprensorio sciistico per quanto riguarda lo sci alpino, Pescocostanzo, data la sua posizione tra grandi altipiani, può essere considerata la patria dello sci di fondo. Sono molti gli itinerari che si snodano tra i Quarti e il Bosco di Sant'Antonio dove le piste vengono battute in maniera meccanica e sono omologate anche per competizioni agonistiche. Visto però che ci si trova in un parco nazionale, circondati da boschi e montagne, il consiglio che vi diamo è quello di godervi tutta la pace che la natura regala con escursioni in solitaria o in piccoli gruppi, magari accompagnati dai maestri locali. Insieme alle guide locali inoltre, in inverno, è bello passeggiare con le ciaspole sul soffice manto nevoso.



Queste sono solo alcune curiosità su Pescocostanzo. Se vuoi vivere appieno la bellezza del borgo, visitalo appena sarà possibile e prendi appunti per il tuo prossimo viaggio.
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