21 Ottobre 2020

San Valentino in Abruzzo Citeriore: storia, tradizioni e gusto alle porte del Parco Majella

Racconti e personaggi della Majella
scritto da Paola Di Martino il 15-05-2020 23:45
San Valentino in Abruzzo Citeriore, un nome lunghissimo per questo piccolo comune della provincia di Pescara. E’ infatti il comune con il nome più lungo d’Italia.

Da molti viene considerato la “Porta" del settore Nord Occidentale del Parco Nazionale della Majella ed in effetti passando da qui ci si può addentrare nel cuore di questo parco ricco di biodiversità e magnifici panorami.

Fermandosi però nel paesino che dall’alto domina la valle affacciandosi fino al mare si possono scoprire tante inaspettate meraviglie.


Una passeggiata nel borgo

Già da lontano, guardando verso il borgo di San Valentino, non si può non notare il Duomo che domina imponente la parte più alta dell’abitato. Oggi chiesa parrocchiale, il Duomo di San Valentino e Damiano rappresenta il punto focale del centro storico.
Accanto alla “chiesa madre”, così chiamata amorevolmente dai sanvalentinesi , i ruderi del Castello, nucleo originario dell’abitato risalente al X secolo e poi divenuto Palazzo Farnese, nel quale ciò che resta del borgo fortificato, è una torre di fiancheggiamento e pezzi delle antiche mura. Lo stesso edificio fu nel corso del tempo anche palazzo nobiliare e casa rurale.
Dalla sommità del borgo che è anche la parte più antica del paese si diramano una serie di stradine, dette rue, fatte di gradini che conducono a suggestivi vicoli e piccoli slarghi che troviamo soprattutto in prossimità degli edifici religiosi come le chiese di San Donato e Sant’Antonio o del Duomo stesso. Avventurandosi tra queste strade si incontrano palazzi storici che raccontano del passaggio delle famiglie prestigiose che hanno scelto questo luogo a partire da Palazzo Farnese per arrivare a Palazzo Bajocco, databile 1897 e caratterizzato da un doppio cortile, fino a Palazzo Bottari, Palazzo Trojani e Palazzo Delfina Olivieri de Cambacérès, oggi sede del Museo dei Fossili e delle Ambre.
Accanto a quest’ultimo, la chiesa di San Nicola.

Durante la passeggiata a San Valentino non si può non essere colpiti dalle sue belle fontane: il “Sansone” e la fontana della “Venere Giulia”. La prima arricchisce la scalinata che si trova davanti al Duomo e si compone di quattro vasche sostenute da leoni minacciosi e di una statua alla sommità raffigurante il possente Sansone. L’opera porta la firma di una rinomata fonderia scozzese operante nell’Ottocento.
La seconda si trova sulla strada statale che attraversa il paese al centro di un terrazzino che guarda verso il mare. La fontana monumentale è composta da una grande vasca circolare sulla quale si ergono statue sormontate da una figura femminile, detta impropriamente Venere Giulia Farnese, ma che in realtà raffigurerebbe una ninfa.


Un tuffo nella storia della Terra con il Museo dei Fossili e delle Ambre

Nei pressi della fontana della “Venere Giulia” si trova lo storico Palazzo Delfina Olivieri de Cambacérès che oggi ospita il Museo dei Fossili e delle Ambre.
Il Museo è stato istituito nel 2004 e conserva, ad oggi, una vasta raccolta di fossili che raccontano la storia degli ultimi 500 milioni di anni del nostro pianeta e una preziosa raccolta di ambre, studiate sia dal punto di vista paleontologico che da quello di utilizzazione da parte dell’uomo. Il Museo dei Fossili e della Ambre è strutturato in più sezioni: una dedicata a fossili provenienti da tutto il mondo, una dedicata all’ambra, con preziosi monili, una terza in cui poter ammirare calchi di dinosauro tra i quali una copia del famoso Ciro, dinosauro tutto italiano, ed un’ultima dedicata ai fossili della Majella.


A novembre, per San Martino, sfilano i “cornuti”

A San Valentino sono molte le tradizioni che si sono tramandate nei secoli ed il piccolo borgo ne conserva tenacemente la memoria con le feste dedicate a Sant’Antonio Abate, con i riti della Settimana Santa e con festival di musica tradizionale. L’evento che però è sicuramente più singolare è la Processione dei cornuti che si tiene ogni anno il 10 novembre, alla vigilia di San Martino, subito dopo il tramonto.

La particolare manifestazione, come spesso avviene, è un misto di sacro e profano e sembra sia nata nell’Ottocento quando c’era l’usanza di porre in quei giorni candele accese davanti alle abitazioni di coloro che erano stati traditi dalle mogli. In tempi più recenti questa usanza si è tramutata nella sfilata della “Reliquia”, rappresentazione lignea di un fallo. La reliquia viene portata per le vie paese dall’ultimo uomo sposatosi l’anno precedente che poi la consegnerà all’ultimo uomo sposatosi nell’anno in corso che a sua volta sfilerà dopo il “passaggio di testimone”. Alla processione partecipano altri uomini con corna sulla testa o portate su bastoni e stendardi, insieme a musici e cantori che intonano stornelli.
Al termine della processione si cena con lo spezzatino di San Martino.

Sicuramente questa è un’esperienza da non perdere e se non sarà possibile quest’anno, segnati la data per il prossimo.


Qui succede sempre qualcosa di buono

Se sei un goloso, a San Valentino troverai sicuramente un modo per soddisfare il tuo palato.
Famoso in tutto l’Abruzzo e non solo è il gelato artigianale. Il gelato di San Valentino viene sapientemente prodotto utilizzando materie prime di qualità seguendo anche i cicli stagionali ed è stato anche premiato in passato in vari concorsi.

Ma vogliamo parlare di torte e biscotti? Qui si sono conservate le antiche ricette di due dolci molto apprezzati: il soffione di ricotta e le morette. Il primo è una torta di fragrante pasta all’esterno ed un morbido e spugnoso ripieno a base di ricotta, le seconde sono invece biscotti dalla tipica forma ad “esse” a base di uova e farina, la cui ricetta però non è mai uscita fuori dalle mura del paese.

Se non ami i dolci, qui potrai assaporare anche le ottime Pallotte cace e ove di produzione locale vendute anche in comodi thermos per gustarle durante i picnic in mezzo alla natura, dell’ottimo olio o anche un buon vino Montepuciano.


… e di bello

A San Valentino si è conservata la lavorazione della pietra. Qui è ancora attivo un piccolo laboratorio artigiano dove uno scalpellino trasforma la bianca e morbida pietra della Majella in opere di artigianato artistico.
Più moderno invece un laboratorio che crea e dipinge oggetti in legno prendendo spunto dagli scorci paesaggistici più belli e suggestivi del territorio circostante.



Queste sono solo alcune delle peculiarità di San Valentino in Abruzzo Citeriore. Le manifestazioni tradizionali e i luoghi da visitare sono davvero tanti. Magari ne parleremo in un prossimo articolo o chissà, li scopriremo insieme di persona.

Se vuoi visitare questo borgo non appena sarà possibile, prendi nota.

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Grazie per le foto a: John Forcone, Dino D'Alessandro, Luca Di Fabio, Comune di San Valentino in A. C.





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