05 Agosto 2020

Tocco da Casauria, paese dell’olio, del vino e del vento

Racconti e personaggi della Majella
scritto da Paola Di Martino il 30-04-2020 14:01
Posto alle pendici del Morrone, Tocco da Casauria si erge nei pressi delle Gole di Popoli, come una vedetta sulla Valpescara, dove ancora oggi passa la via Tiburtina, l’antica Claudio-Valeria, importantissima via di comunicazione tra l’Adriatico e Roma. Proprio la posizione strategica e di controllo ha costituito per secoli la fortuna di questo centro abitato in provincia di Pescara.
Una passeggiata nel Borgo e un po’ di storia

Il nome di Tocco deriverebbe dal Catrum Tocci castello che l’Abate San Clemente, della vicinissima abbazia, diede in possesso agli eredi di un certo Girardo intorno al Mille. Proprio il castello, posto nella parte sommitale dell’abitato, colpisce il visitatore svettando sulle case accerchiate tutt’attorno alla costruzione con un tessuto urbano fatto di file concentriche. Il grande palazzo, purtroppo oggi non visitabile, non corrisponde però alla costruzione originale. Il Palazzo Ducale che oggi vediamo fu fatto erigere infatti da Federico II tra il 1187 e il 1220, fu distrutto dal terremoto del 1456 e ricostruito in stile rinascimentale a forma rettangolare con quattro torri quadrate agli angoli e cortile interno.
L’altro importante edificio che con il suo campanile insieme al castello caratterizza la skyline di Tocco e la Cattedrale di Sant’Eustachio, dedicata al santo patrono del paese.
Allontanandosi poi di circa un chilometro dal centro dell’abitato, si può ammirare l’imponente Convento dell’Osservanza “Santa Maria del Paradiso” con una bella chiesa in stile gotico-rinascimentale ed un portico ad archi. Intorno al convento, un bel bosco dove passeggiare e respirare aria pulita. Nel borgo, su richiesta presso gli uffici comunali, è possibile visitare il piccolo Museo Civico, che conserva anche alcuni reperti archeologici rinvenuti in alcune frazioni circostanti e “Casa Michetti”: la casa natale dell’importante artista abruzzese Francesco Paolo Michetti, autore del dipinto “La figlia di Iorio”, del quale tra le vie del borgo sono presenti riproduzioni di opere.


Vino, olio e un liquore famoso in tutto il mondo

La presenza di terreni fertili e propizi ha fatto dei toccolani i custodi del gusto e dei sapori forti e secolari.
Il borgo è circondato da oliveti, alcuni con olivi secolari, e vigneti. L’olio toccolano è sicuramente uno dei più apprezzati in Abruzzo e non solo, grazie alle proprietà organolettiche date da una varietà di oliva tipica di quest’area che prende proprio il nome di “Toccolana”. Grazie ai vigneti sulle colline tutt’intorno, qui si produce anche vino di ottima qualità: il famoso Montepulciano d’Abruzzo, il Trebbiano d’Abruzzo, il Pecorino, fino agli spumanti. Per le tante aziende produttrici di olio e vino e per la grande qualità dei prodotti Tocco da Casauria è stato inserito tra le “Città dell’Olio” e le “Città del Vino”.

I Toccolani hanno però saputo trasformare non solo le olive e l’uva, qui è nata infatti anche la famosa Centerba, un tipico amaro, molto forte, che nasce dalla distillazione delle erbe della Majella e del Morrone inventato dal farmacista Beniamino Toro come medicamento, ma che oggi costituisce il fine pasto tipico delle Terre Casauriensi da ormai duecento anni.


Il vento che crea energia e che fa volare

Tocco da Casauria è famoso per il vento senza il quale non sarebbe Tocco. Recita infatti un proverbio locale “Tocche senza vende è come lu diavule senza dente” e cioè “Tocco senza vento è come il diavolo senza denti”.
Grazie alla particolare posizione, come dicevamo all’imbocco delle Gole di Popoli, l’area di Tocco è caratterizzata da correnti costanti, anche molto intense, che hanno permesso l’installazione dei primi aerogeneratori (pale eoliche) in Italia all’inizio degli anni ‘90, tanto che anche il New York Times nel 2010 cita questo comune tra i pionieri di coloro che hanno saputo sfruttare questa fonte di energia rinnovabile titolando il suo articolo «Il paese con il vento in poppa». Sembra strano pensare che Tocco, cittadina che oggi fornisce energia pulita grazie al vento, nel 1836 vide addirittura nascere il primo pozzo petrolifero in Italia. Sicuramente dal punto di vista delle risorse energetiche questo paese ha tanto da raccontare.

A Tocco però il vento fa letteralmente volare! Negli anni infatti è diventato un’importante risorsa per gli appassionati del volo. Alle pendici del Morrone, a circa 600 metri di quota, è stato predisposto un decollo per Parapendio. Quest’area è ideale, vista la presenza costante di brezze e correnti adatte al volo, per la pratica di questo sport. Pensate che bello ammirare il borgo e le valli e le montagne circostanti lasciandosi trasportare dal vento. Per valorizzare questo sport così entusiasmante è nata un’associazione che è possibile contattare per avere tutte le informazioni sul Parapendio a Tocco (Club Volo Libero Tocco www.vololiberotocco.it).


Capitale italiana del Pickleball

A molti di voi la parola Pickleball non dirà nulla. Si tratta di uno sport ancora poco conosciuto in Italia ma che sta avendo grande successo in altri paesi europei e oltreoceano. Il Pickleball è uno sport con racchetta che combina elementi di tennis, volano e ping pong. Le partite vengono giocate quasi sempre in doppio, anche se, soprattutto per coloro che hanno uno spirito competitivo più spiccato, il divertimento è assicurato anche giocando in singolo. È facile da imparare, frenetico ed estremamente divertente. A Tocco a Settembre del 2019 si è svolto un campionato internazionale dedicato a questo sport che ha visto provenire appassionati e atleti da diversi paesi europei e dagli Stati Uniti.


L’escursione da non perdere

Tocco da Casauria si trova ai piedi del Morrone e proprio verso questa montagna si inerpicano alcuni sentieri escursionistici da non perdere. L’itinerario che ti consigliamo è quello del Monte Rotondo di Tocco, ultima propaggine Nord del Massiccio del Morrone chiamato dai toccolani “Le Croci”. La partenza è in prossimità del decollo del parapendio da dove si comincia a salire attraverso il sentiero A5 prima e A8 poi, alternando fitte foreste di faggio con alcuni esemplari secolari e resti di antiche carbonaie. Si percorre poi un bella cresta con alcuni tratti esposti, non ideale per chi soffre di vertigini, ma che sicuramente regala panorami mozzafiato. Da qui in breve si giunge al punto più alto del tragitto, il Monte Rotondo (m 1731). Proseguendo sul sentiero P in direzione Schiena d'Asino fino all'incrocio con il sentiero A5 si giunge al Monte della Grotta (m 1084), punto molto panoramico con vista sulla vallata del Pescara, sullo splendido borgo di Tocco e sulle vicine vette del massiccio del Gran Sasso. Anche senza parapendio, sembrerà di volare.


Se vuoi conoscere gli altri borghi del Parco Nazionale della Majella continua a seguirci. Se vorrai visitare Tocco e i suoi sentieri non appena sarà possibile, prendi nota oppure iscriviti alla nostra newsletter per sapere quando ci torneremo.


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